Convertitore numeri romani
Converti numeri in cifre romane e viceversa, in notazione standard.
2025
MMXXV
I sette simboli
| I | 1 |
| V | 5 |
| X | 10 |
| L | 50 |
| C | 100 |
| D | 500 |
| M | 1000 |
Cercati di frequente
Come funzionano i numeri romani, e perché IIII non è quattro
I numeri romani sono sette lettere e due regole: si somma quando i valori scendono, si sottrae quando un valore minore precede uno maggiore. L'inganno sta nel fatto che la regola sottrattiva è molto più stretta di quanto sembri — solo sei coppie sottrattive sono lecite, ed è per questo che IC non è 99 e IIII non è 4 in notazione standard.
Come funziona
- Converte un numero da 1 a 3.999 in notazione romana standard e rilegge una cifra romana come numero.
- Rifiuta le forme non canoniche invece di indovinarle, così distingui una cifra valida da una solo verosimile.
- Elenca i sette simboli e i valori più cercati, ciascuno cliccabile.
i sette simboli I 1 V 5 X 10 L 50 C 100 D 500 M 1000 le uniche sei coppie sottrattive lecite IV 4 IX 9 XL 40 XC 90 CD 400 CM 900 I si sottrae solo da V e X X si sottrae solo da L e C C si sottrae solo da D e M V, L e D non si sottraggono mai
Esempio pratico
Scrivere 1987 in numeri romani, dal valore più grande.
- 1987 - 1000 = 987 M
- 987 - 900 = 87 CM (la coppia sottrattiva, non DCCCC)
- 87 - 50 = 37 L
- 37 - 10 = 27 X
- 27 - 10 = 17 X
- 17 - 10 = 7 X
- 7 - 5 = 2 V
- 2 - 1 = 1 I
- 1 - 1 = 0 I
- risultato MCMLXXXVII
Sottrarre avidamente il valore più grande disponibile produce sempre la forma canonica, ed è per questo che la codifica è univoca benché la notazione sembri libera. Leggere è l'inverso: somma ogni simbolo, ma sottrai quello più piccolo di quello che lo segue.
Come leggere il risultato
- Non c'è lo zero né i numeri negativi. I Romani non avevano un segno per il nulla, e il sistema serviva a contare, non a calcolare: prova una divisione in colonna con le cifre romane e capirai perché ha vinto la notazione posizionale.
- I quadranti degli orologi sono la famosa eccezione. Molti riportano IIII anziché IV, per equilibrio con l'VIII opposto e, secondo una spiegazione, per evitare le prime lettere di IVPITER. È una convenzione reale, ma non la notazione standard, quindi questo strumento la rifiuta.
- Il tetto di 3.999 dipende dalle lettere, non dall'idea. I numeri più grandi richiedevano il vinculum — una barra sopra la cifra che la moltiplica per mille — o l'apostrophus. Nessuno dei due è standardizzato in testo semplice, ed è per questo che i calcolatori si fermano quasi sempre a MMMCMXCIX.
- Questo strumento verifica ricodificando: legge il valore, lo riscrive e pretende che coincida con quanto hai digitato. Quell'unica regola intercetta IIII, VV, IC, XM e MMMM senza elencarli, ed è il motivo per cui una cifra che dà il numero giusto può comunque essere respinta come non canonica.
Domande frequenti
- Perché 99 si scrive XCIX e non IC?
- Perché la I si può sottrarre solo da V e X. IC richiederebbe di togliere uno da cento, cosa che la notazione non ammette. Il 99 si costruisce come XC (90) seguito da IX (9). La stessa regola rende 999 un CMXCIX e non un IM.
- E gli anni oltre il 3999?
- Richiedono una notazione che il testo semplice non regge — di solito il vinculum, una barra sopra la cifra che la moltiplica per mille, così una V barrata vale cinquemila. Poiché non esiste un modo condiviso di digitarlo, questo convertitore si ferma a 3.999 invece di inventare un formato.
- Esiste uno zero romano?
- No. Alcuni studiosi medievali che scrivevano in latino usavano talvolta N, per nulla, ma non fece mai parte del sistema. L'assenza non è una svista: un sistema di conteggio non ha bisogno di un segno per il nulla finché non ci si fa aritmetica posizionale.